Qualcuno Alle Calcagna

Una storia che vi lascerà senza fiato.

FRAME

Regia - Director
Sullivan Corvaglia

THE WEB SERIAL
QUALCUNO ALLE CALCAGNA è il primo progetto, una web-serie a puntate, della WizArt Production.
Il serial, di genere Ochre Genre, racconta la fuga di un fantomatico personaggio -l'Uomo con il Cappello- che è inseguito da un'entità "nera", DarkMan, che gli dà la caccia senza tregua. Durante la fuga per le strade della città, attraverso ambienti onirici come strade innevate e palazzi dal sapore liberty, l'Uomo con il cappello dovrà riuscire ad arrivare alla fine di questa lunga, lunghissima notte in cui tutto potrà succedere. Dovrà riuscire a salvarsi, con le proprie forze o con l'aiuto dell'ambiguo WhiteMan.
Una delle più originali peculiarità di questo serial a puntate brevi è che ogni singola puntata è sviluppata come un videoclip, accompagnata dalle musiche originali create ad hoc dal gruppo rock emergente degli ZeroQuarantaCinque.
E così, solo attraverso l'uso di immagini di grande impatto emozionale, il linguaggio "non parlato" ed i gesti degli interpreti, lo spettatore capirà quanto possa essere drammatica, violenta, oscura, e forse risolutrice un'unica solitaria notte.

Leggi l'articolo dedicato al serial, su "La Stampa" del 27-3-2009

il Cast

I protagonisti, le loro storie.

The Hatman - Andrew Darkup

WizArt Production - FRAME - Alex Fog
Darkup è il fulcro del serial, è l'Uomo con il Cappello, protagonista di questa storia che sa di videoclip musicale.
L'attore ha dovuto cimentarsi con il difficile problema di non avere dialoghi. Solitamente un serial, così come un film, ha una sua trama ben precisa raccontata sì dai gesti degli attori in scena, ma in gran parte dai dialoghi. Con il dialogo e la sua intonazione, si riesce a sfumare in infiniti modi quel che si vuole dire in video.
Con l'utilizzo della sola gestualità e mimica, come insegna il cinema muto, si rischia di diventare didascalici, quasi buffi, anche se immersi in una scena seria o addirittura drammatica.
Darkup vive costantemente quel che il suo personaggio subisce, scena dopo scena, inseguimento dopo inseguimento. Il merito del giovane attore è stato di essere come argilla nelle mani dell'altrettanto bravo Sullivan Corvaglia, che lo ha plasmato nelle intenzioni, inquadratura dopo inquadratura, ma lasciandogli la possibilità di caratterizzare a proprio piacimento il personaggio.

Curiosità: Darkup, in alcune scene, si è ispirato al grande maestro Vittorio Gassman, studiandone i movimenti e l'impostazione del corpo in alcuni suoi spettacoli teatrali.
A causa di una sequenza girata in pieno inverno, in una località di montagna e in maglietta per esigenze di copione, Darkup ha avuto per alcuni giorni la febbre oltre i 41 gradi, contraendo in forma leggera una broncopolmonite.
Oltre che attore, è anche un buono scrittore e si diletta nella pittura.

The Darkman - Dario Drewback

WizArt Production - FRAME - Andrew Darkup
In Qualcuno Alle Calcagna, il difficile compito del "cattivo" è stato affidato al bravo Dario Drewback incarnazione perfetta dell'immagine del male sempre più vicino, che al suo passaggio distrugge tutto ciò che lo circonda.
Con il suo cappotto nero, il cappello che, nella maggior parte delle scene, gli cela il viso, e i guanti di pelle, ricorda molto i personaggi dei film noir anni '60, dove il bianco e nero dell'epoca risalta maggiormente i chiariscuri dei volti e delle fattezze.
In definitiva, Drewback si dimostra ottimo nella sua parte: tremendo antagonista, imperterrito nel suo scopo e sempre più incombente.

Curiosità: Drewback non è in realtà un attore professionista, ma nella vita privata ama suonare gli djambé in ogni città in cui capiti, ha un bellissimo pappagallo Ara di nome Paco, divenuto mascotte della WizArt, è anche un buon pianista, ex atleta di Triathlon e vi assicuriamo che, a dispetto del personaggio che interpreta, è una delle persone più buone del pianeta.

The Whiteman - Paul Cookman

WizArt Production - FRAME - Alex Fog
Paul Cookman interpreta WhiteMan, un personaggio molto ambiguo, che pare a volte voler proteggere, aiutare l'Uomo con il Cappello, altre volte sembra invece far da supporto al temibile DarkMan.
Cookman si è dovuto cimentare, quindi, con l'interpretazione di un personaggio a due facce, senza far mai capire, volutamente, quale di queste due sia quella predominante.
L'Uomo con il Cappello può e deve fidarsi di lui, o no? E, così come per DarkMan, chi è in realtà questo WhiteMan che vive in una sperduta baita di montagna, che sorseggia whiskey e gioca a carte, da solo, al caldo di un vecchio camino di pietra?
Il bravo Cookman, così come gli altri, riesce perfettamente ad entrare nel personaggio tanto che, ad un tratto, vi sentirete come HatMan quando gli è di fronte: esseri umani in cerca di aiuto.
Ma ci sarà da fidarsi?

Curiosità: Cookman in realtà è un bassista professionista. Attualmente, viaggia in giro per l'Italia con una band musicale con cui miete un successo dopo l'altro. Fin da bambino ha avuto il pallino del cinema tanto che lui, con Darkup, Drewback e Sullivan Corvaglia, ha girato le sue prime "produzioni" già a soli undici anni, senza mai perdere il vizio. E' stato anche un bravissimo cuoco e lo è tutt'ora. Se diventate suo amico, o sua amica, chiedetegli di cucinarvi qualche leccornia...

The Lady - Stefanie Carnation

WizArt Production - FRAME - Alex Fog
Il ruolo femminile nel serial è stato affidato alla debuttante Stefanie Carnation, che con il personaggio di The Lady compare nella storia nelle ultime puntate. Pur non essendo un'attrice professionista, la Carnation riesce in poche inquadrature a farsi subito amare.
In più, ha una buona presenza scenica, cosa che non guasta mai, senza tralasciare che possiede anche una buona espressività.

Curiosità: La Carnation è una vecchia amica di tutti gli attori in scena, e durante le riprese questo ha permesso fin da subito un ottimo affiatamento. Stefanie nella vita di tutti i giorni è una brava assistente sociale, è amatissima dai bambini ed è siciliana fino al midollo. Si è trasferita a Torino con la famiglia, dalla Sicilia, quand'era ancora bambina. Sotto la Mole ha poi conosciuto Sullivan Corvaglia e soci.

Il live - serata finale

Qualcuno alle calcagna - la fine di un progetto
di Giulia Piovano

Venti minuti mozzafiato tra inseguimenti, omicidi, tradimenti, false amicizie e intrighi, accompagnati dalla musica che ha caratterizzato ogni episodio, ma riletta e reinterpretata in modo originale.
Venti minuti che sembrano un attimo e che ci conducono (quanto, poi?) alla fine di questa vicenda.
Ma la storia non poteva finire il 21 marzo, non poteva rimanere relegata al mondo in cui è nata, Sullivan e Andrew non potevano cristallizzarsi sullo schermo.
Ne sono quindi usciti. Non smettendo mai di stupirci e cercando sempre nuove soluzioni originali, hanno creato l' "evento" all'Artintown, con una serata dal vivo sabato 28 marzo.
La serata è iniziata con la proiezione, integrale e mozzafiato, dell'ultimo episodio.
A seguire il concerto degli 045, strepitosi, che per più di un'ora hanno suonato tutte le musiche del serial, dimostrando come questa band non abbia nulla da invidiare alle più famose e note della città che calcano palcoscenici locali e non.
E poi la parte più incredibile e avvincente…
Sul palco insieme alla band, in un continuo dialogo tra musica e recitazione, tra silenzi e suoni, tra buio e luce abbiamo potuto vedere, in carne e ossa, tutti i protagonisti che in questi mesi abbiamo osservato soffrire e correre solo sul nostro pc: dall'eccezionale protagonista Andrew Darkup all'inquietante uomo nero-Drewback, dall'affascinante donna-Carnation all'ambiguo uomo bianco-Cookman.
E dal vivo hanno solo corso un po' di meno, ma certamente hanno sofferto!
Guidati dal sapiente narratore Claudio Albanese, gli attori hanno fatto rivivere tutte le emozioni di questi mesi, con la medesima, se non maggiore, intensità. Ogni scena rivissuta sul palco era un nuovo patimento anche per chi ha seguito il serial dalla prima puntata. Così come gli 045, che rieseguendo le musiche ormai care e note a noi appassionati e incatenando alle sedie i neofiti, hanno enfatizzato tutti i brividi prodotti dagli attori e dalla loro recitazione.
Due ore di spettacolo straordinario nel vero senso della parola, poiché abbiamo potuto vedere cose fuori dall'ordinario, che ci hanno fatto sempre più apprezzare e amare il lavoro di questi due geni, tanto che quando è finito ci si è alzati con un certo dispiacere e la consapevolezza che, almeno per il momento, l'uomo con il cappello ci ha lasciato.
Se pensavamo che la coppia Darkup e Sullivan non avesse potuto stupirci di più di quello che ha fatto in questi mesi, siamo stati completamente destabilizzati in questa serata in cui davvero poteva accadere qualsiasi cosa.
La combinazione del tutto originale di proiezione, musica dal vivo, recitazione, narrazione, luci, scenografia, suspense, rumori, sudore, fatica, dolore, passione e amicizia ha creato un risultato incredibile.
Ci ha fatto capire come gli Wizart non temano di sperimentare, provare, credere e riuscire.
Ci ha fatto percepire ciò che potrebbero mai pensare e realizzare, anche se, per quanto possiamo immaginare, non riusciremmo mai a penetrare i loro reali pensieri e le loro geniali idee.
Non c'è dubbio che qualsiasi sarà il loro prossimo lavoro non siamo in grado di prevedere cosa sarà, così come possiamo essere altrettanto sicuri che si tratterà di un successo.

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