

  
FRAME, il corto thriller
Quando la morte è fulminea.
di Giulia Piovano
[…] “Non c'è dubbio che qualsiasi sarà il loro prossimo lavoro non siamo in grado di prevedere cosa sarà, così come possiamo essere altrettanto sicuri che si tratterà di un successo.” (18 aprile 2009)
L’autocitazione è un privilegio per pochi autori meritevoli, lo so. Tuttavia, concedetemelo, mai affermazione fu più profetica. Sullivan e Darkup sono tornati e non poteva che essere un successo. Non poteva che essere un ritorno in grande stile.
La coppia Wizart torna con un thriller mozzafiato che certamente non fa rimpiangere la produzione precedente.
In Frame ritroviamo Darkup nei panni di un avvocato, scrittore nonché assassino serial killer appena catturato e interrogato per conoscere la fine della sua ultima vittima. Il commissario Fog prova tutti i modi a lui consentiti, o meno, per farlo confessare, inutilmente. Solo quando è nel sicuro della sua casa, tentando di dimenticare, per un momento, il caso e la professione, capisce a sue spese a che punto può arrivare la volontà di un omicida che intenda completare la sua opera criminale, ma pure letteraria nello stesso tempo.
In 10 minuti circa la nostra attenzione è completamente catturata dalla vicenda: attraverso i dialoghi serrati e i lunghi silenzi, le musiche, le inquadrature ben studiate, i gesti calibrati e sapientemente indirizzati Sullivan ci proietta nel video, ci rende partecipi e immersi nella vicenda. Ancora una volta. Contemporaneamente, pure, ci tiene come su una corda di violino tesa; gioca con noi facendola oscillare e, quando decide che è il momento, ci fa cadere a terra, lasciandoci del tutto disorientati e sorpresi che la storia e la vita possano finire in quel modo.
I complimenti come sempre non bastano per questa “premiata ditta” che non ci delude mai, anzi. Ogni volta ci emoziona come se fosse la prima.
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